Vento
di Stefania Persano La città è immutata – almeno lei – nonostante siano trascorsi tanti anni quante le dita di tre mani normodotate. Ci è ritornato per inspirare un’evasione momentanea, saltare uno steccato, provando a dimenticare che presto dovrà ri-saltarlo nell’altra direzione. Sta concludendo un giro ozioso per il quartiere scialbo in cui ha prenotato l’hotel. Ha scelto quello non per economizzare – non è più spiantato come quindici anni fa – ma per godersi l’anonimato, una concessione...