Valli a prendere
- Reader for Blind

- 13 giu 2016
- Tempo di lettura: 2 min

Diretto, Provocatorio è il libro di Giovan Bartolo Botta: Valli A Prendere. Una raccolta di storie monologate, in cui si mette in scena la vita o il teatro.
La vita come il teatro, non permette a tutti di essere protagonisti, ma solo i vincitori ne diventano stelle. Gli altri? Seguono la gavetta dello scherno, prestandosi ad accettare qualsiasi cosa gli venga richiesta.
L’opera pullula di storie, momenti pubblicitari e monologhi che riprendono continuamente la situazione aspra di una vita, di quel attore che pensa di farcela, ma che rimane dietro le quinte.
La peculiarità di Giovan Bartolo Botta è quella della costruzione di un dialogo intenso ed ininterrotto, in cui cattura il pubblico e rende il monologo come un intenso dialogo provocatorio. Il suo scopo è sfondare la pagina e mostrare al lettore lo squallore della vita.
Pazzi, razzisti, emarginati e attori di secondo ordine sono i protagonisti delle storie, in cui la crudeltà è messa in vetrina, posta in primo piano.

Nella foto l'autore
Presenti nei racconti troviamo l’eco dei grandi attori come Romolo Valli e Paolo Stoppa, che esordiscono come esempi o come ricordi di un vecchio teatro, ma che oggi ne rimangono solo il fantasma.
Il linguaggio è crudo e secco: schernisce lo sguardo del lettore, creando emozioni forti.
Sinossi:
Un attore di prosa cuspidato accuratamente verso la prima decade, ancora legato al mondo analogico e al teatro del passato, che osserva la società dello smartphone tipica della democrazia liquida dove il teatro è l’ultima ruota del carro. Totale è l’annullamento dell’emotività. L’attore evoca questo disagio dicotomico fotografando situazioni, evocando paure, scaturendo risate. Narrando storie. Elargendo aneddoti. Leggendo poesie. Un Romeo troppo conservatore. Un Amleto punk. Un Otello razzista. I patemi dell’amore non corrisposto. Provini basati sul sopruso variegato al giudizio. Tutto. Ogni spettacolo è retto unicamente da l’elemento umano in scena. Da l’attore che senza l’ausilio di nulla entra ed esce dalle storie interagendo col pubblico. L’interazione è continua, spesso cercata. Quasi che si potrebbe ribaltare copernicamente il ruolo sulla scena. No esigenze audio o video. Piazzato bianco su quintatura nera.










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