top of page

ABUSO
di Luigi De Rosa
Ho messo in scena i miei traumi, e milioni di uomini ci si sono masturbati sopra. L'ho fatto per anni, davanti a luci abbaglianti così bollenti da non farti respirare. Lo sto facendo ancora adesso



24/12/2000 ore 23:45
L’ultima cosa che vide prima che il timer spegnesse la luce del pianerottolo, fu il vaso che stava sotto il loro campanello. Un vaso verde, a forma di tartaruga.
L’aveva scelto e ce l’aveva piazzato sua madre, quel vaso, sotto il loro campanello. Anche la pianta che ci cresceva dentro l’aveva scelta lei: un’aspidistra. L’aveva scelta per sfida, perché cresceva poco, non fioriva quasi mai e quando lo faceva, i fiori sembravano dei brufoli schiacciati male.
Alessandro Di Giuseppe
14 ore faTempo di lettura: 8 min


L'ora di libertà
Le 10:00.
Ha un’ora di libertà. Amalio apre il cancello ed evade verso il parco. Usura il corpo con flessioni al limite della sua resistenza e poi cammina, più veloce che può, per lasciare dietro i pensieri.
Non ce la fa.
Ritornano martellanti non appena riprende fiato. Ha memorizzato quasi ogni parola dell’e-mail e se la ripete in testa come fosse una filastrocca.
Una filastrocca perfida intitolata “Richiamo formale e possibile avvio di procedimento disciplinare”.
Mariachiara Castro
15 aprTempo di lettura: 7 min


Come il cemento
Tutti gli oggetti rinchiusi in questo minuscolo angolo di cemento sono immobili. Completamente immobili. La confezione afflosciata di caffè, malamente richiusa con una piccola pinza di plastica; il fornelletto sporco e arrugginito, ispezionato ogni mattina; i bicchieri di plastica usati; alcune riviste pornografiche sparse sotto il letto, pochi e malconci libri, accatastati e intaccati dalla muffa, nell’angolo meno illuminato. E con tutti loro, anche io. Immobile, quasi pietr

Nicola Argenti
31 marTempo di lettura: 9 min


Le tende
Eccolo.
Eccolo uno dei tanti motivi per cui Grace preferiva i tramonti alle albe. Attraverso di esse si sentiva libera, a casa, felice, ispirata, protetta. Tutto era in armonia. Attraverso i loro curvi profili, Grace viveva la sua vita lontana dal mondo monotono che fuori esisteva.
Quelle tende proteggevano qualcosa. Quelle tende che fungevano da narratrici ma anche e soprattutto da ascoltatrici erano rimaste sempre lì, in perenne fluttuazione, e brillavano a ogni goccia di
Anna Ferreiro
24 marTempo di lettura: 3 min
bottom of page
