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ABUSO
di Luigi De Rosa
Ho messo in scena i miei traumi, e milioni di uomini ci si sono masturbati sopra. L'ho fatto per anni, davanti a luci abbaglianti così bollenti da non farti respirare. Lo sto facendo ancora adesso



Il quartiere degli angeli
di Jacopo Giorgi Cheik parcheggia lo scooter accanto alla Mairie, si sfila il casco e si massaggia il viso. La barba corta punge sotto le dita. È ancora presto e l’aria fredda del mattino non sa proprio di benvenuto. Poco male: si scalderà camminando. Risalirà le stradine del quartiere fino alla Place des Treize Cantons, per attraversare i suoi odori e ascoltare i rumori della strada che si sveglia. Forse incontrerà qualche vecchia scritta sui muri, una di quelle che lui e Na
Jacopo Giorgi
3 giorni faTempo di lettura: 8 min


24/12/2000 ore 23:45
L’ultima cosa che vide prima che il timer spegnesse la luce del pianerottolo, fu il vaso che stava sotto il loro campanello. Un vaso verde, a forma di tartaruga.
L’aveva scelto e ce l’aveva piazzato sua madre, quel vaso, sotto il loro campanello. Anche la pianta che ci cresceva dentro l’aveva scelta lei: un’aspidistra. L’aveva scelta per sfida, perché cresceva poco, non fioriva quasi mai e quando lo faceva, i fiori sembravano dei brufoli schiacciati male.
Alessandro Di Giuseppe
28 aprTempo di lettura: 8 min


L'ora di libertà
Le 10:00.
Ha un’ora di libertà. Amalio apre il cancello ed evade verso il parco. Usura il corpo con flessioni al limite della sua resistenza e poi cammina, più veloce che può, per lasciare dietro i pensieri.
Non ce la fa.
Ritornano martellanti non appena riprende fiato. Ha memorizzato quasi ogni parola dell’e-mail e se la ripete in testa come fosse una filastrocca.
Una filastrocca perfida intitolata “Richiamo formale e possibile avvio di procedimento disciplinare”.
Mariachiara Castro
15 aprTempo di lettura: 7 min


Come il cemento
Tutti gli oggetti rinchiusi in questo minuscolo angolo di cemento sono immobili. Completamente immobili. La confezione afflosciata di caffè, malamente richiusa con una piccola pinza di plastica; il fornelletto sporco e arrugginito, ispezionato ogni mattina; i bicchieri di plastica usati; alcune riviste pornografiche sparse sotto il letto, pochi e malconci libri, accatastati e intaccati dalla muffa, nell’angolo meno illuminato. E con tutti loro, anche io. Immobile, quasi pietr

Nicola Argenti
31 marTempo di lettura: 9 min
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