

L'ora di libertà
Le 10:00.
Ha un’ora di libertà. Amalio apre il cancello ed evade verso il parco. Usura il corpo con flessioni al limite della sua resistenza e poi cammina, più veloce che può, per lasciare dietro i pensieri.
Non ce la fa.
Ritornano martellanti non appena riprende fiato. Ha memorizzato quasi ogni parola dell’e-mail e se la ripete in testa come fosse una filastrocca.
Una filastrocca perfida intitolata “Richiamo formale e possibile avvio di procedimento disciplinare”.


Un tavolo per due alla fine del mondo
di Nello Somma brano consigliato con la lettura: https://www.youtube.com/watch?v=YC3iYl2Ux6o&list=RDYC3iYl2Ux6o&start_radio=1 Il vento passava lento tra i vetri rotti delle finestre, facendo sbattere contro il muro quel che restava di una tenda bianca. Il sole, basso sull’orizzonte, tagliava l’aria con luce opaca. I colori avevano perso qualcosa, o forse era solo la polvere a mangiarli. Il ristorante si chiamava “Dante’s”, e il nome era ancora leggibile sulla targa di ferro,


Rapidità
Anche stamattina li ho lasciati legati vicino al rubinetto dell’acqua che serve a bagnare la terra; li ho lasciati lì, giusto perché apprezzino una parvenza di accudimento da parte mia. Morire di sete è peggio che morire di fame, no?


3:30
3:30 ed Enrico gira lo sguardo verso il comodino. Prende la scatola della nuova pillola magica e legge: l’assunzione deve essere regolare. Ancora questa maledetta regolarità. Vorrebbe alzarsi e accendere la tv, ma è consigliato tenersi a distanza dagli schermi almeno mezz’ora prima di andare a dormire. Incrocia le mani sull’ombelico e fissa le stelle fluorescenti sul soffitto. Lo stomaco inizia a pulsare. Non è mica un cuore lo stomaco! Eppure pulsa. E più pulsa, più i pensie


Lavorare stanca
Ma quello su cui mi ero ritrovata a esprimere un giudizio era un passato ancora presente, non ancora superato, per quanto lo si possa realmente fare: lasciar andare qualcosa che abbiamo vissuto in un altro tempo e che, a volte, ci stringiamo addosso come una coperta quando fuori fa freddo, a tenere al caldo quelle stesse ferite che ci ha provocato, anziché fargli prendere aria per cicatrizzarsi e liberarci.


Otoliti
di Simone Bachechi Vivevo da solo a quel tempo. Dopo la mia storia con Carmen ebbi solo dei rapporti occasionali con le donne e sempre...


Randagi
di Silvia Fornaroli Lui si era già sdraiato e affondava i piedi nella sabbia. «Mi dai una sigaretta?», chiesi appena lo raggiunsi. Tirò...


