La sposa - Mauro Covacich
- Reader for Blind

- 4 ott 2017
- Tempo di lettura: 1 min


Mauro Covacich - La sposa (Bompiani 2014)


Le ha fatto cenno di salire e lei si è tuffata dentro. Che fortuna trovare qualcuno disposto a fermarsi con questo tempo, ti notano all'ultimo momento e tirano dritti.


Cosa lo ha spinto a fermarsi? Non è detto che sia stato il vestito, alle volte è proprio quello a farli scappare. Una donna vestita da sposa cos'è in sostanza, è davvero una sposa?


Tutta la vulnerabilità e la baldanza e la fiducia di una giovane donna che si offre in matrimonio al mondo. L'immagine stessa della purezza gettata tra le braccia del prossimo.


Decide di staccare per un po' la presa sulle cose.


Ogni oggetto su cui posa gli occhi le appare usato e al tempo stesso senza storia.


E' la paranoia il nostro peggior nemico, uomini e donne che inaridiscono bunkerizzati in casette dotate di panic room e circuito di videosorveglianza.


Se ti esponi al contatto casuale con un bel sorriso, l'altro ti premierà.


Il vestito bianco è una scelta di vita, perché artisti non si nasce né si diventa: l'arte è semplicemente la missione per la quale si è deciso di prendere i voti.


Marco è l'unico essere umano, anzi, l'unico essere vivente che mi ami in modo incondizionato. Altre persone mi hanno amato, alcune mi amano ancora, ma tutte chiedono qualcosa in cambio, talvolta anche solo di essere amate con la stessa intensità.


Non siete voi a riprodurre la vita, ma è la vita a riprodursi attraverso i vostri corpi.


E' una specie di scelta autoconservativa, Fare figli significa smettere di essere figli, significa sottrarre energia preziosa al proprio sostentamento per riversarla nel sostentamento di un altro.


Significa violentare il proprio egoismo.


Noi siamo soggetti sterili, dotati di apparati riproduttivi fertili.


Devo agire, non devo pensare: le azioni sono l'unica salvezza dal dolore, da un altro dolore, molto più forte del primo, che ha cominciato a farsi sentire da qualche minuto alla periferia della mente e che forse non mi abbandonerà per tutta la vita.


Immagino di vedere una luce là in fondo.


Chi ama i cani sposi chi ama i cani, chi ama i gatti sposi chi ama i gatti, consigliava Danny De Vito nella Guerra dei Roses.


Immagino di avere una vagina. Immagino di avere un utero. Immagino di avere un feto dentro l'utero.


Ecco cosa significa essere madre. Sapersi separare dal figlio, rinunciare a considerarlo un proprio frutto, accettare di non poterne rivendicare il possesso, riconoscerlo come soggetto diverso da sé, dotato di vita e mente proprie.


Il 30 Gennaio del 2002 in una villa di un paesino valdostano viene ucciso un bambino di 3 anni di nome Samuele.


Eccolo, l'appello. Antenne, gruppi elettrogeni, cavalletti, riflettori. E poi pubblico, tanto pubblico.


"Non rimembrar che tu di lor sei madre, che tanto li ami" dice Medea a se stessa. "Scordati pur questo breve dì de' tuoi figli, e piangi poi. Ché,sebbene or li uccidi, a te pur molto fur cari".


Ma non tutte riescono a compiere questo passo, ci sono anche le "cattive madri" come le chiama Stoppa cercando di cancellare, con il titolo di un quadro d Giovanni Segantini, l'alone di mostruosità che ce le rende aliene.










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