Nelle terre di nessuno
- 8 feb 2018
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Paesaggi di brutale bellezza, alcol e fucili, rabbia e rassegnazione. Segherie abbandonate, vecchie baracche dove si gioca a poker e le partite rischiano di finire a colpi di pistola, bar fumosi in cui tutti gli avventori si conoscono e molti coltivano antichi rancori. Figli senza padri, alla deriva, e famiglie nelle quali nessuno lavora, ma che l'assistenza sociale sembra aver dimenticato. E ad aleggiare su tutto, l'amore lancinante e doloroso per una terra da cui si parte - ma quasi sempre per farvi ritorno e rimanere - e una testarda, assurda, commovente speranza di riscatto. Con Nelle terre di nessuno, Chris Offutt ha scritto uno tra gli esordi più fulminanti degli ultimi decenni, aggiungendo alla grande tradizione del racconto americano un nuovo, potente capitolo. Le sue storie, dure ma cariche di emozione, ci guidano in un Kentucky solo apparentemente marginale, e sanno narrarci con profonda empatia la sublime desolazione, il culto della violenza e la fame d'amore che si nascondono nell'America più ignota e dimenticata; in quei paesi che, come scriveva Mark Strand, nessuno visita mai.
Chris Offutt - Nelle terre di nessuno. Paesaggi di brutale bellezza, alcol e fucili, rabbia e rassegnazione. Segherie abbandonate, vecchie baracche dove si gioca a poker e le partite rischiano di finire a colpi di pistola, bar fumosi in cui tutti gli avventori si conoscono e molti coltivano antichi rancori. Figli senza padri, alla deriva, e famiglie nelle quali nessuno lavora, ma che l'assistenza sociale sembra aver dimenticato. Questo è lo specchio in cui dorme il dolore, questo è il paese dove non viene nessuno. Da queste parti ti giudicano da come ti comporti, non da quanto ti credono intelligente. Ce l'aveva ancora con Dio, quando mamma ci mandò a letto. Il mattino dopo lo trovò. Si era sfilato la cinta e si era impiccato. Per terra, ai suoi piedi, c'era il cucciolo con tutte e quattro le zampe rotte. Era ancora vivo. Guardai la luna che saliva sopra Redbird Ridge. La notte arrivò strisciando nella conca. Uscii e andai a sedermi sul ceppo di papà, quello delle carte geografiche. Tanto tempo fa avevo paura del buio, poi papà mi disse che la notte era la stessa cosa del giorno, solo che l'aria aveva un colore diverso. Coe gettò la sigaretta fuori dal finestrino, dove la pioggia la schiacciò a terra e la ridusse in poltiglia. Coe guardò sparire il tabacco e la carta, e si domandò come facesse la gente a vivere in un posto così ripido. La pioggia cadeva dal ventre di Aaron come da un tetto senza grondaia. Martha ne prese un pizzico anche lei, e aspettò per gettarlo insieme a Vaughn. Gettò altro sale dalla porta aperta, e poi la chiuse di scatto. Inginocchiatasi, unì le mani e fece cadere una striscia di sale sulla soglia. "Se dovessi camminare in una valle oscura, non temerei alcun male..." "Il nonno è morto per davvero?" Martha rimase un bel po' in silenzio, e Vaughn sapeva che stava sfogliando la Bibbia nella sua testa, in cerca di una risposta, "è morto agli occhi di Dio, disse. Perciò è morto anche per me." Da fuori sentì il richiamo di un allocco barrato che si destava. Il cortile era intriso di luce lunare, che rischiarava anche il bosco dietro la casa. Vaughn guardò dalla finestra, e anche se il verso era sempre più forte non riuscì a distinguere il gufo. Timase sdraiato ad ascoltare , ora che non sentiva più la monotona cantilena di sua madre. "Non importa dove, importa come. Non stiamo facendo una passeggiata sulle colline, ragazzo. Stiamo camminando insieme al bosco." Ricordò la voce del nonno, che da ragazzo gli raccontava le storie dei contrabbandieri di Whisky. William ricordò che suo padre e suo nonno tornavano a casa a piedi dalle miniere seguendo proprio quel torrente, e all'improvviso fu contento di non avere figli maschi. La responsabilità verso quella terra se ne sarebbe andata con lui. Le vite degli uomini passavano a sprazzi, tra lavoro, bevute e una morte rapida , mentre le donne si logoravano più lentamente, ma senza interruzioni, come la sponda di un fiume prima di un'ansa. Certa gente dice che i nuovi predicatori hanno cacciato gli spiriti, ma secondo me non è vero. L'unica che hanno cacciato è la consapevolezza che gli spiriti esistono. Gli spiriti sono come i fili elettrici. Possono far funzionare una stufetta ma anche uccidere un uomo, ed è meglio lasciarli stare se non si è pronti a correre qualche rischio. una volta la gente credeva nei segni, anche in quelli atmosferici. Lo facevo anche io da carpentiere. Il legno verde, appena tagliato, si inarca, si piega a coppa, oppure si deforma, dipende tutto da com'è la luna. Costruisci una casa in base alla luna, e le travi del tetto asseconderanno la forma della terra. Dopo la chiusura delle miniere, e dopo che tanta gente se n'era andata, i coyote avevano cominciato a tornare. Fenton si sedette al posto vuoto, su due mattoni di cemento con sopra una tavola. Catfish distribuì le carte, a faccia in su. Il fante toccò a W., che chiamò una mano di Seven-card Stud e cominciò a mischiare le carte con le sue dita goffe, antiche, ispessite dalla fatica. Fenton guardò la stufa accigliato. Per il caldo la vernice si stava scrostando. Era tutta una vita che bruciava legna, gli piaceva guardare un ceppo che diventava un mucchietto di cenere grigia. "Si, ma alla fine il legno che fine fa? Disse". "Lo tengono in ostaggio finché non arriva il caldo." Disse Connor, se dai retta a lui, ti dirà che le uova non le fanno le galline." "Non senza il gallo, disse Duke. Ecco come funziona il legno. L'ossigeno è la gallina, e il fuoco è l'uovo." Quando ebbi finito mi disse che ero un bambino precoce. Poi mi chiamò povero piccolo, e io mi arrabbiai perché il babbo mi aveva sempre detto di non permettere a nessuno di chiamarci poveri. La signora allungò la mano e la poggiò sulla mia, e la sua era liscissima, più liscia del muso di un cavallo, che è morbido morbido. Mi tenne la mano come si tiene una rana quando le stai per tagliarle le zampe e mangiarle. Io cercai di non muovere le dita, perché se si muovevano magari le venivano chissà quali strane idee. La signora che parlava buffo chiuse gli occhi e disse che non voleva dire salvato come in chiesa, che pure essere salvati significava cose diverse. Rimase sdraiata su un fianco ammirando i contorni confusi della sua nuova casa. Non riusciva ad abituarsi all'idea di essere sposata. Sopra la cresta c'era una striscia di cielo scuro, ed Everett si domandò cos'avrebbe potuto vedere se non ci fossero state colline dappertutto. "Non c'è niente di strano, aveva detto Sue, è come quella volta che ho mangiato le violette perché avevano un odore così buono. Ora mi basta guardarle e mi viene voglia di vomitare." Everett annuì. La saggezza di sua sorella nelle piccole cose lo metteva in soggezione. Mai evitare i rischi, gli aveva detto Quentin. Gioca sempre per vincere, non a risparmio. Guarda sempre avanti. Uscì lentamente dalla conca, con la stecca che sbatacchiava sulla rastrelliera. Arrivato sulla strada asfaltata si diresse ad ovest, cercando di immaginarsi come sarebbe stato, vivere in un mondo senza colline.






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