

Sala d'attesa
La donna solleva la testa, guarda nel vuoto. La pelle del viso si rilassa, gli occhi vitrei, le mani e i ferri sulle gambe. Un cartellone pubblicitario sul muro di sinistra attira la sua attenzione. C’è una tavola natalizia. Porta una mano al petto. Chiude gli occhi e le rughe ai lati diventano solchi.


Sirena
Nata sirena, quella fu la sua sorte.
C’è chi nasce uccello, chi lupo mannaro, chi rettile. Chi indiano e chi cowboy. Chi aquilone, perennemente legato a qualcuno. Chi fiammifero, condannato a consumarsi bruciando. Chi bruco: resistere è inevitabile per diventare farfalla, tuttavia non tutti sopravvivono.
Per ogni sorte, un prezzo da pagare.


Fausto
Cazzo. È questa la parola che ha urlato Silvia, quando ha sentito la moka detonare.
Qualche minuto prima, Marco aveva aperto la latta del caffè e messo la polvere odorosa nel filtro, per poi stringere con forza la caldaia senz’acqua alla sua parte superiore e collocare il tutto sul fuoco minimo del fornello a gas.


