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No-reply

di Teo Meriggi

Gentilissima no-reply,


sono qui con te a fare finalmente quello che non ho mai avuto il coraggio di fare.

Scavalcare un recinto, entrare di nascosto dove non si può, rubare le caramelle.

Insomma infrangere le regole.

Mi hai detto che non avrei mai dovuto rispondere alle tue lettere e io ho sempre ubbidito.

Ho pensato che proprio ora però, sia giusto fare un’eccezione, uno strappo, un salto nel buio.

Vedi, io ho sempre avuto paura del buio. Nel buio dello sgabuzzino del garage ho imparato l’importanza di non rispondere male a mio padre. Ci ho passato tante ore, leggendo i libri del catechismo con quel poco di luce che filtrava dalla serratura.

Così fin da piccolo, ho sempre apprezzato la gentilezza, le buone maniere e le persone perbene.

Me lo ha insegnato mia madre. Diceva che la buona educazione era la chiave per conquistare il cuore di tutti, anche delle persone cattive.

A scuola ho imparato a porgere l’altra guancia, con la testa schiacciata nel fango dagli anfibi dei compagni che urlavano “secchione”. Avevo provato a conquistare il loro cuore quando mi chiedevano di copiare e fare i compiti per loro, ma non era bastato.

Però bisognava continuare a essere gentili. Gentili con le ragazze soprattutto, mai sgarbati, veri galantuomini.

Così ho portato una rosa a Martina in classe. Lei aveva riso e se ne era andata via, senza neanche guardarmi in faccia.

Poi un giorno le ho chiesto se potevo aiutarla con la versione di latino. Lei fu molto felice di copiare e dopo non mi parlò più.

Però sai no-reply, la gentilezza prima o poi ti ripaga sempre.

Lo avevo capito anche al lavoro che la gentilezza è merce rara.

Salutare con un sorriso tutti, dall’usciere, alla segretaria, dai fattorini ai capi. E poi aiutare sempre i nuovi arrivati e ringraziare dal primo all’ultimo. Anche se non ricambiati.

Quando il mio capo, che avevo assunto io stesso anni prima, ha deciso di licenziarmi, ho scritto comunque una lettera di ringraziamento all’azienda per quegli anni di formazione, esponenziale crescita umana e professionale.

E poi lì sei arrivata tu.

Dalla prima email ho apprezzato lo stile impeccabile, la morbidezza del tono e la sintassi. Formale ma mai distaccata, premurosa e mai giudicante. Gentilezza!

Mi ricordo ancora quando mi hai scritto per la prima volta: “dopo attenta e meticolosa valutazione”. Ho sgranato gli occhi, sai? Quanta eleganza e raffinatezza, ti ho immaginata lì a Parigi negli anni ’20, fumare la sigaretta dal bocchino mentre cerchi le parole giuste per me.

E poi ancora, con una grazia quasi commovente: “a volte sono solo le più sottili sfumature a far pendere la bilancia di una decisione in un senso o nell'altro”.

Sottili sfumature! Sì no-reply, quanta verità! Non stiamo forse solo giocando ignari e leggeri in un’altalena tra un sì e un no?

A tal proposito, ieri mi sei venuta in mente.

In ferramenta c’era un signore anziano, mi sono offerto di aiutarlo a portare i suoi lastroni fino all’appartamento, da solo non ce la faceva.

Mi ha invitato a casa e offerto il caffè, mi ha chiesto perché avessi comprato una corda robusta e ha iniziato a raccontare di quando con una corda simile ha costruito un’altalena per sua figlia. Non la vede da tanti anni. Hai capito cosa fa la gentilezza, no-reply?

E comunque stai tranquilla, lo so che ci sarà sempre qualcuno che soddisfa maggiormente le vostre esigenze specifiche, non preoccuparti, non mi offendo mica.

Tanto, ora posso anche dirlo: da qualche mese non ho davvero più voglia di lavorare, faccio fatica ad alzarmi dal letto, mandavo le mie candidature perchè sapevo che c’eri sempre tu alla fine ad augurarmi buona fortuna nel mio futuro professionale.

Ed eccoci qui, strappo la regola, lo faccio, mi butto, rispondo!

Ora non venire a dire che non esisti, ti risparmio la fatica. Non sono uno stalker, non c’è bisogno di inventare quella scusa che non hanno trovato il tuo indirizzo.


Voglio solo salutarti per l’ultima volta sai, sempre con il sorriso.


E ora in nome della cortesia che mi hai offerto, tolgo il disturbo e salto nel buio.


Con gentilezza,









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