

Stalker
Sbuco alla luce. Il carrello fa ancora una decina di metri, poi si ferma alla fine del binario. Intorno il paesaggio di sempre, colline e valli coperte di erba alta, i boschi hanno ripreso possesso del luogo, le carcasse delle auto e i ruderi delle case abbandonate in fretta, i carri armati e gli elicotteri schiantati, persino i cadaveri sono ancora lì, nella stessa posizione di quando sono morti, non putrefatti o ridotti a scheletri, sono come di cera.


Atterraggio
La prima volta che Søren Neifu scampò alla morte, se la vide brutta. Aveva diciannove anni e successe tutto molto in fretta. Così precipitosamente che, in seguito, si chiese spesso se quello scampato pericolo non fosse stato in realtà una premonizione su qualcosa di là da venire.


Un giorno felice
M. Fabregas era un uomo felice. Già solo perché tutte le sue giornate cominciavano dal sorriso di sua moglie, che lui passava ore intere a fissare. Come la trovava bella, come la trovava sempre giovane e vitale.


That's life
Quell’uomo la guardava da venti minuti buoni, e non dava cenno di voler smettere.
Lei girava le pagine una a una, con la lentezza propria di chi non cerca altro che un’occupazione. Spostava ogni tanto un passo per esplorare nuovi titoli tra quelli esposti sul bancale. Ma ignorarlo le risultava sempre più impraticabile.


E tutta quella pace, quel buio
E tutta quella pace, quel buio che mi hai tolto, me li renderai mai? Non dico il buio delle strade di notte e delle avventure o il buio della poltrona dei lunghi romanzi, ma quello del sonno, il buio dietro le palpebre.


Bang life
di Elena Martinelli Se cerchi l’effetto speciale di una fontana, infila una decina di Mentos in una bottiglia di Coca-Cola, chiudi il tappo, agitala e quando il tuo pubblico è pronto per lo spettacolo, stappala. Il getto sarà così potente da spellare un maiale. Se, invece, preferisci una reazione a scoppio, prendi una moka, comprimi bene il caffè nel filtro, dimenticati di mettere l’acqua nel serbatoio, poggiala sui fornelli, invita i tuoi colleghi per un break nella cucina d


La marmellata
«Lascia il pane dentro, è più buono», le disse suo padre.
Anna, che aveva cinque anni e un paio di occhi grandi e i capelli biondo cenere, lo guardò perplessa, la testa piegata di lato e gli chiese: «Perché?»


Sala d'attesa
La donna solleva la testa, guarda nel vuoto. La pelle del viso si rilassa, gli occhi vitrei, le mani e i ferri sulle gambe. Un cartellone pubblicitario sul muro di sinistra attira la sua attenzione. C’è una tavola natalizia. Porta una mano al petto. Chiude gli occhi e le rughe ai lati diventano solchi.


Sirena
Nata sirena, quella fu la sua sorte.
C’è chi nasce uccello, chi lupo mannaro, chi rettile. Chi indiano e chi cowboy. Chi aquilone, perennemente legato a qualcuno. Chi fiammifero, condannato a consumarsi bruciando. Chi bruco: resistere è inevitabile per diventare farfalla, tuttavia non tutti sopravvivono.
Per ogni sorte, un prezzo da pagare.


Ci aggiorniamo
Le tremavano le gambe. Non era abituata a parlare in pubblico e a sentire gli sguardi addosso. Nadia si avvicinava incerta verso il palchetto allestito nella grande sala riunioni. «Vent'anni. VENTI ANNI! Venti gloriosi anni insieme a noi!», urlava Giacinti.


