

Lavorare stanca
Ma quello su cui mi ero ritrovata a esprimere un giudizio era un passato ancora presente, non ancora superato, per quanto lo si possa realmente fare: lasciar andare qualcosa che abbiamo vissuto in un altro tempo e che, a volte, ci stringiamo addosso come una coperta quando fuori fa freddo, a tenere al caldo quelle stesse ferite che ci ha provocato, anziché fargli prendere aria per cicatrizzarsi e liberarci.


Liberty Hotel
Mentre lei finisce di spogliarsi, l’uomo resta fermo in piedi alle sue spalle. Ha le mani in tasca, contratte in una stretta da fargli quasi esplodere le vene.
«Quello che volevo…» dice tra sé, in una specie di sussurro, come un promemoria cancellato per errore. Una pausa nella sua voce, lei si chiude in bagno. Rumore dell’acqua della doccia che scorre.


La figlia di Piero
Una volta a casa, sotto il getto bollente della doccia, la figlia di Piero ha l’impressione di essere lurida. Un fango invisibile la ricopre. Consuma un intero tubetto di bagnoschiuma in granuli, fa fuori quel che rimaneva del costoso shampoo di sua madre: tutto il suo corpo è avvolto da un robusto strato di schiuma…Ma continua a sentirsi sporca. Tra le gambe, l’acqua trascina un rivolo di sangue.


Linea 8
La prima volta che prese il tram senza una vera ragione era già sera e Roma stava entrando in quel momento indefinito che precede il Natale vero e proprio, quando le luci sono accese da giorni ma nessuno sembra ancora convinto che la festa arriverà davvero.


Otoliti
di Simone Bachechi Vivevo da solo a quel tempo. Dopo la mia storia con Carmen ebbi solo dei rapporti occasionali con le donne e sempre...


Randagi
di Silvia Fornaroli Lui si era già sdraiato e affondava i piedi nella sabbia. «Mi dai una sigaretta?», chiesi appena lo raggiunsi. Tirò...


