

Stalker
Sbuco alla luce. Il carrello fa ancora una decina di metri, poi si ferma alla fine del binario. Intorno il paesaggio di sempre, colline e valli coperte di erba alta, i boschi hanno ripreso possesso del luogo, le carcasse delle auto e i ruderi delle case abbandonate in fretta, i carri armati e gli elicotteri schiantati, persino i cadaveri sono ancora lì, nella stessa posizione di quando sono morti, non putrefatti o ridotti a scheletri, sono come di cera.


Atterraggio
La prima volta che Søren Neifu scampò alla morte, se la vide brutta. Aveva diciannove anni e successe tutto molto in fretta. Così precipitosamente che, in seguito, si chiese spesso se quello scampato pericolo non fosse stato in realtà una premonizione su qualcosa di là da venire.


Un giorno felice
M. Fabregas era un uomo felice. Già solo perché tutte le sue giornate cominciavano dal sorriso di sua moglie, che lui passava ore intere a fissare. Come la trovava bella, come la trovava sempre giovane e vitale.


Bang life
di Elena Martinelli Se cerchi l’effetto speciale di una fontana, infila una decina di Mentos in una bottiglia di Coca-Cola, chiudi il tappo, agitala e quando il tuo pubblico è pronto per lo spettacolo, stappala. Il getto sarà così potente da spellare un maiale. Se, invece, preferisci una reazione a scoppio, prendi una moka, comprimi bene il caffè nel filtro, dimenticati di mettere l’acqua nel serbatoio, poggiala sui fornelli, invita i tuoi colleghi per un break nella cucina d


Sala d'attesa
La donna solleva la testa, guarda nel vuoto. La pelle del viso si rilassa, gli occhi vitrei, le mani e i ferri sulle gambe. Un cartellone pubblicitario sul muro di sinistra attira la sua attenzione. C’è una tavola natalizia. Porta una mano al petto. Chiude gli occhi e le rughe ai lati diventano solchi.


Sirena
Nata sirena, quella fu la sua sorte.
C’è chi nasce uccello, chi lupo mannaro, chi rettile. Chi indiano e chi cowboy. Chi aquilone, perennemente legato a qualcuno. Chi fiammifero, condannato a consumarsi bruciando. Chi bruco: resistere è inevitabile per diventare farfalla, tuttavia non tutti sopravvivono.
Per ogni sorte, un prezzo da pagare.


Fausto
Cazzo. È questa la parola che ha urlato Silvia, quando ha sentito la moka detonare.
Qualche minuto prima, Marco aveva aperto la latta del caffè e messo la polvere odorosa nel filtro, per poi stringere con forza la caldaia senz’acqua alla sua parte superiore e collocare il tutto sul fuoco minimo del fornello a gas.


Cortesie per gli ospiti
Luca era ancora in pigiama, sul divano, che guardava un film con Tatiana. Erano abbracciati sotto la copertina in lana che usavano la sera, quando era freddo e i termosifoni stavano accesi dalla mattina, così da riscaldare per bene la casa prima dell’arrivo degli ospiti.


Mogano
di Umberto Camerini Non sarei mai più arrivato in orario. Il costume io non l’avevo, il mio vizio era mascherato da vezzo e quell’unica eccezione mi sarebbe rimasta incollata addosso come un trofeo che altri avrebbero esibito. Pioveva e mi ero riempito gli stivaletti d’acqua tra le pozzanghere. Il pub gorgogliava sornione da fuori, qualche tavolo era occupato e io fumavo la mia sigaretta umida. Avrei aspettato cinque minuti e poi me ne sarei andato adducendo qualche scusa mir


Una luce sempre accesa
di Dagmara Bastianelli 1. Letizia si fermò nella cabina armadio, in piedi di fronte allo specchio. Testa, spalle e colonna vertebrale allineate. I lunghi capelli biondi in ordine. Il corpo nudo modellato dagli allenamenti quotidiani e dalla dieta che si era imposta per competere con i corpi delle colleghe più giovani. Nonostante il portamento impeccabile e il nome che sembrava promettere gioia, faticò a riconoscersi. Lo sguardo era spento e, da un angolo dell’occhio destro,


